Imparare: sai come si fa? Metodo di studio e preparazione agli esami

Imparare: sai come si fa? Metodo di studio e preparazione agli esami

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO (CLASSE TERZA) E SECONDARIA DI SECONDO GRADO 

Quali sono le strategie di apprendimento che consentono di migliorare l’efficacia del proprio studio? Gli studenti avranno la possibilità di sviluppare in autonomia un proprio metodo di studio efficace e trasferibile a tutti gli ambiti disciplinari.

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LA SFIDA

Lo scopo di questo corso è quello di mettere in pratica le strategie di apprendimento descritte nei prossimi paragrafi.

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Infobook. Il nostro scaffale di libri in infografica

Infobook. Il nostro scaffale di libri in infografica

A PARTIRE DALLA CLASSE QUARTA DELLA SCUOLA PRIMARIA

Scegli un libro e raccontalo con un’infografica. Impara cosa vuol dire “fare una recensione” e condividi l’esperienza con i tuoi amici.

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LA SFIDA

L’obiettivo è creare uno scaffale virtuale nel quale inserire le proprie infografiche.

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INFORMAZIONI

Il primo passo è scegliere un libro da presentare.
Può essere un libro di narrativa, di divulgazione, di poesia, un albo illustrato, un silent book…
L’importante è che sia un bel libro!

Ora occorre approfondire come recensire un libro.
Dopo aver studiato la videopillola qui presentata, annotate le informazioni principali per descrivere il libro.
Scegliere quali contenuti inserire è una delle fasi più delicate del percorso.
Alcune informazioni saranno assolutamente necessarie (titolo, autore, casa editrice…).
Su altri aspetti, è una questione di sensibilità personale, intuito e creatività.

Ora si passa alla progettazione dell’infografica.
Conviene farlo prima su carta.
Può essere utile, prima di iniziare, provare ad analizzare infografiche già esistenti. Basterà fare un giro in rete e ne troverai tantissime!
Provare quindi a capire come utilizzare una web app molto semplice (di seguito una videotutorial per voi).
Sarete pronti a questo punto per realizzare la vostra infografica con Easel.ly.
Alla fine salvate l’immagine e scaricatela sul computer.

QUESTIONS&ANSWERS

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Comprensione del testo. Come la lingua cambia le idee: sfide di linguistica computazionale

Comprensione del testo. Come la lingua cambia le idee: sfide di linguistica computazionale

SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO

Gli studenti, partecipando ad una challenge linguistica, potranno identificare e analizzare le due componenti linguistiche fondamentali per la comprensione del testo: l’evidenzialità e le metafore concettuali.

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LA SFIDA

Al termine dell’attività di annotazione e della Challenge linguistica, gli studenti sanno:
1) Individuare le caratteristiche linguistiche indicative dell’evidenzialità in testi di diverso tipo; distinguere tra fonti (certe – incerte – assenti) e opinioni; ricreare un testo partendo da un uso diverso delle fonti.
2) Che cos’è una metafora concettuale; individuare in un testo le espressioni metaforiche e le corrispettive metafore concettuali e la loro funzione; usare un metodo scientifico per l’identificazione e la rappresentazione grafica di caratteristiche linguistiche; riscrivere un testo utilizzando le metafore.

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INFORMAZIONI

Cosa si intende per evidenzialità in linguistica? Cosa sono le metafore concettuali? E come possono questi elementi della lingua aiutarci a comprendere meglio ciò che leggiamo?
Per capirne di più e prepararsi all’analisi e alla Challenge finale, consultare i materiali didattici introduttivi, che comprendono:
— Slide di introduzione alla linguistica;
— Scheda didattica sull’uso della piattaforma Doccano per l’annotazione delle metafore concettuali e dell’evidenzialità;
— Descrizione dell’attività e della Challenge.

Lo studente annota le caratteristiche linguistiche oggetto dell’attività, ovvero a) evidenzialità e b) metafore concettuali su alcuni dei testi scelti tra quelli presenti nel dataset, seguendo le linee guida all’uso di Doccano. Scopo dell’attività è assegnare ad ogni testo una o più etichette che descrivono:
1) il tipo di fonte in base al livello di attendibilità nel contesto indicato
2) i domini della metafora concettuale
L’annotazione comprende le seguenti etichette per indicare l’evidenzialità nel testo:
— Fonte certa: indica la certezza della fonte (sono presenti dati oggettivi e riferimenti precisi)
— Fonte incerta: indica che la fonte non è specificata
— Fonte assente: sono presenti dei dati ma non è indicata la fonte di riferimento
— Opinione: indica l’opinione personale di chi scrive

e le seguenti etichette per indicare la presenza di metafore:
–Dominio sorgente
–Dominio bersaglio

Il docente apre un documento che consenta gli studenti di riversare le rielaborazioni dei testi per la challenge “Evidenzialità”. Ogni studente sceglie uno o due testi tra quelli annotati e seleziona le etichette che desidera modificare. Esempi di modifica e rielaborazione possono riguardare la verifica di una fonte etichettata come incerta (utilizzando un motore di ricerca o un’enciclopedia online) e la sua trasformazione in fonte certa. Una volta scelte le etichette, parte la challenge: ogni studente copia le etichette sul file collettivo, dando per ognuna una versione modificata utile per la riscrittura del testo. Al termine della sfida, il/la docente può intervenire sull’analisi e riscrittura degli studenti, verificando l’effettiva trasformazione delle fonti.
Vince la challenge lo studente che è riuscito a modificare in maniera efficace il maggior numero di fonti incerte, ricreando un testo comprensibile e dunque vicino all’originale ma più attendibile.

Il docente apre un documento sulla piattaforma che consenta agli studenti di riversare le rielaborazioni dei testi per la challenge “Metafore concettuali”.
Ogni studente sceglie uno o due testi tra quelli annotati e seleziona le espressioni metaforiche che desidera modificare. Scopo della challenge è trovare modi alternativi e più originali per riscrivere il testo con metafore concettuali diverse. Lo studente può lavorare sul dominio sorgente per dare una lettura diversa di un determinato argomento, oppure può decidere di modificare completamente una o più metafore tra quelle presenti nel testo di partenza, creando collegamenti inediti tra concetti apparentemente slegati tra loro. Una volta scelte le etichette da riscrivere, parte la challenge: ogni studente copia le etichette sul file collettivo, dando per ognuna una versione modificata, utile per la riscrittura creativa del testo di partenza. Al termine della sfida, il/la docente può intervenire sul file condiviso con la classe e verificare l’effettiva riuscita dell’attività. Vince la challenge lo studente che è stato in grado di dare la chiave di lettura più innovativa modificando le metafore dal testo di partenza.

Finita la riscrittura dei testi, la classe si confronta con il/la docente, e insieme si decide quali riscritture sono più efficaci in relazione alle caratteristiche linguistiche oggetto di analisi.

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Stile Ostile. Riconoscere la violenza verbale nel mondo digitale

Stile Ostile. Riconoscere la violenza verbale nel mondo digitale

SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO

Che cos’è la violenza verbale? Come si manifesta? E soprattutto, come si “disinnesca”?
Questo laboratorio è incentrato sull’hate speech in contesti digitali, con una particolare attenzione ai social network.

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Finita la riscrittura dei messaggi, la classe si confronta con il/la docente, e insieme si decide quali riscritture sono più efficaci. Nell’esempio precedente, la versione “Potresti aprire la finestra?” vincerebbe su “Apri (quel)la finestra!”, poiché meno ostile e più “civile”.

Nell’esempio che fate si passa da una espressione aggressiva ad una gentile, con la via di mezzo della comunicazione neutra. Oltre alla trasformazione delle parole, che vanno nella direzione di una maggiore empatia (altra dimensione valutabile), devono poi utilizzare Doccano per raggiungere lo scopo.

I tre parametri quindi potrebbero essere:
1 – Utilizzare correttamente Doccano
2 – Identificare le espressioni violente
3 – Trasformare le espressioni (direzione: empatia)

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INFORMAZIONI

Docente e studenti consultano i materiali didattici che definiscono le modalità di lavoro e impostano il lavoro per la sfida.

Tutti i materiali necessari per l’attività sono disponibili presso http://doccano.fem.digital .
Cliccando su LOGIN in alto a destra è possibile accedere alla pagina di autorizzazione. È possibile fare il login tramite il proprio account Google; in alternativa, è possibile registrarsi con un indirizzo email non Google attraverso l’opzione Sign Up. Una volta entrati, selezionare il dataset “Stile Ostile” per svolgere l’attività.
Il dataset, costruito dall’Università di Torino per il progetto HaSpeeDe, contiene messaggi postati su Facebook e Twitter, alcuni dei quali contenenti violenza verbale.

Ogni studente annota i messaggi contenuti nel dataset seguendo le linee guida riportate qui sotto.

LINEE GUIDA
Scopo dell’attività è assegnare ad ogni messaggio una o più etichette che descrivono la tipologia e la funziona dell’eventuale violenza verbale presente nel messaggio, cliccando sulle etichette mostrate nella barra sopra ad ogni messaggio.
Attenzione: non tutti i messaggi contengono violenza verbale!
L’annotazione comprende le seguenti etichette:

Violento | Non violento: con queste etichette si indica se il messaggio contiene o non contiene violenza verbale.

Sfogo | Enfasi | Banter | Offesa: queste etichette si riferiscono alla funzione della violenza verbale presente nel messaggio. Le quattro funzioni sono descritte nelle slide contenuti nei materiali didattici.

Razzismo | Discriminazione religiosa | Omofobia | Sessismo | Abilismo: queste etichette si riferiscono alla categoria della violenza verbale presente nel messaggio. Un messaggio può contenere più di una categoria.

Ogni studente seleziona un numero di messaggi (ad es. 5 a testa), che dovrà poi riscrivere eliminando la violenza verbale presente nell’originale seguendo le linee guida del Manifesto di Parole Ostili. La classe apre dunque un documento collaborativo all’interno dell’ambiente Google Classroom per riversare le rielaborazioni dei messaggi.
Ad esempio: “Apri quella diavolo di finestra!” potrebbe essere riscritta in “Apri (quel)la finestra!”/”Potresti aprire la finestra?”

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Modeling the City

Modeling the City

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO E BIENNIO SECONDO GRADO

Sperimentare la scomposizione di modelli complessi attraverso una serie di esercizi graduali: dal ricalco manuale fino al semplice esercizio mentale. Per poi ricomporre la figura originale tramite TinkerCAD, il software di modellazione 3D per la didattica.

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Ambiente in 60'

Ambiente in 60'

SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO E SECONDO GRADO

Una sfida di divulgazione scientifica attraverso la quale gli studenti saranno chiamati ad analizzare alcuni dataset presenti sul sito della NOAA – National Oceanic Atmospheric Administration su diverse tematiche a tema ambientale per poter ricercare e analizzare la risposta ad alcune domande fondamentali, che verranno loro poste dagli studenti stessi inerenti al tema.

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LA SFIDA

L’obiettivo principale è rispondere a domande su argomenti complessi e formularne di nuove, in modo da suscitare il loro interesse ma anche quello di altri studenti. Altri studenti possono a loro volta provare a rispondere alle nuove domande, attivando una sorta di Peer Tutoring. La modalità comunicativa del video attiva almeno due canali sensoriali (vista e udito) e permette agli studenti di essere creativi. Grazie a questi processi si vuole sviluppare negli studenti la capacità di prioritizzare i più importanti rischi ambientali del XXI secolo e suscitare un interesse per la selezione di domande utili per la loro comprensione e per la loro divulgazione. Altro obiettivo è fornire strumenti di produzione di video divulgativi che siano allo stesso tempo accurati e innovativi, creando un trasferimento di informazioni tra studenti non solo nella stessa classe e in classi differenti, ma anche verso il grande pubblico.

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INFORMAZIONI

Come fase iniziale della Challenge avrai cinque supporti a disposizione per aiutarti a rispondere alla domanda e a svilupparne una nuova per rilanciare l’argomento:

  1. Il video introduttivo alla challenge;
  2. Una definizione di Rischio Ambientale
  3. Un elenco di Macro Tematiche contestualizzate, contenenti linee guida per comprendere al meglio i temi;
  4. Un elenco di micro-tematiche inerenti alle domande;
  5. L’elenco delle quattro domande FEM;

Durante la Challenge, gli studenti devono analizzare le domande che sono state poste nei materiali di riferimento FEM o poste dai dai loro colleghi come rilancio all’interno dei video esplicativi

In questa fase, devono scegliere a quale o a quali rispondere.

Ogni Dataset ha una scheda informativa sull’argomento trattato. La scheda evidenzia sia i parametri analizzati nel dataset, sia  la dinamica con cui leggere e interpretare il dataset (nel caso sia necessario un supporto alla traduzione consigliamo il sito https://www.deepl.com/translator).

Trovare le parole chiave all’interno dei dataset è fondamentale per completare in maniera accurata la challenge, poiché permettono di contestualizzare in maniera chiara l’argomento trattato sia nella domanda sia nella risposta.

Per vedere i filmati interattivi : Cliccare su una delle tematiche principali, e cliccare sul dataset desiderato. 

Una volta scelto il Dataset si deve cliccare sul pulsante View interactive preview posto in alto a destra nella schermata del dataset e utilizzare il cursore del mouse per muovere la sfera che apparirà nella finestra.

Requisiti video. Per  rispondere alle domande gli studenti dovranno creare dei video secondo i seguenti requisiti:

 

  • Video di 60  secondi in prima persona mentre si risponde alla domanda; oppure
  • Video di 60 secondi di Screenplay in cui si mostra il dataset dal quale si è analizzata la risposta; oppure
  • Entrambe le soluzioni precedenti (video di 60 secondi con un mix di video in prima persona e Screenplay).

Scaricare sul proprio dispositivo smart o sul proprio pc una App di  video editing e/o App di Screenplay (es: Vimeo, Prezi Video, Zoom YouTube) e fare una prova di registrazione del video;

Creare una scaletta per un video di massimo 60 secondi, all’interno del quale inserire:

Domanda a cui rispondere:

  • Nome del/i dataset analizzato/i,
  • Risposta breve, ma con un linguaggio grammaticalmente corretto, contenente almeno 3 parole chiave del/i dataset e un dato numerico riguardante il tema appreso dal dataset;
  • Interazione sullo schermo con il dataset di NOAA che si vuole utilizzare per la spiegazione (nel caso di screenplay).

Domanda che si pone:

Alla fine del video occorre inserire una nuova domanda che si intende porre agli altri studenti, in relazione alle tematiche prese in considerazione nella challenge.  

Nota: I video verranno valutati tramite assegnazione di un punteggio in base a: 

  • Coerenza alle domande;
  • Coerenza del contenuto al macrotema;
  • Impatto dei contenuti;
  • Impatto della comunicazione (ogni buon materiale richiede una comunicazione creativa dell’argomento, per renderlo il più accattivante e chiaro possibile a chi ascolta e il più facilmente divulgabile possibile al grande pubblico).

Pubblicare il link del video, o direttamente il video, nell’archivio scelto. Il video dovrà essere caricato con il titolo corretto (come da indicazioni) e sarà reso disponibile a tutti gli altri studenti che parteciperanno alla attività, in modo da essere utile a loro per l’apprendimento di argomenti nuovi.

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Data Science & COVID-19

Data Science & COVID-19: modellare come si diffonde il virus

SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO

Utilizzare il linguaggio di programmazione Python per capire la diffusione del virus e creare un modello di propagazione del contagio.

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LA SFIDA

Il percorso dovrebbe portare gli studenti a raggiungere una maggiore consapevolezza sui modelli di evoluzione del  virus e quindi anche su tempi e modalità di contagio.

I dati non sono le informazioni: lo diventano quando diamo loro un significato. L’attività permetterà ai partecipanti di lavorare sull’estrazione dei dati, l’attribuzione di un significato e la trasformazione di dati e significati perché siano comprensibili e visualizzabili.

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INFORMAZIONI

Prima di svolgere il percorso, il docente inviterà gli studenti a consultare:
– il sito dell’Istituto Superiore di Sanità, in particolare la pagina dedicata al Coronavirus
– il sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: WHO – Coronavirus

1. Per prima cosa bisogna caricare il Jupyter Notebook necessario per questa classe. Per fare ciò bisogna andare sulla pagina GitHub del FEM e cliccare il pulsante “launch binder” | github.com/FEM-modena/SIR-Prevedere-Diffusione-Virus

Note | La prima volta che caricherete l’ambiente di lavoro potreste avere un tempo di attesa di un paio di minuti per il caricamento (il computer sta creando un ambiente virtuale da zero, di solito ci mette attorno ai 2 minuti).

2. Una volta caricato “binder” entrare nel file SIR-Modello-Diffusione-Virus.ipynb;

3. Una volta dentro il Jupyter Notebook, cliccare su CELL -> RUN ALL.

Ora sei a posto e puoi seguire tranquillamente la lezione utilizzando il Jupyter Notebook

Una volta caricato il Jupyter Notebook, leggerlo attentamente e seguire le istruzioni passo a passo per capire come si possa utilizzare un modello matematico (SIR) e la Data Science per modellare la diffusione del Coronavirus

Grazie al modello SIR è diventato più chiaro come la matematica e la data science ci possano essere d’aiuto per meglio comprendere la diffusione del Coronavirus.

La sfida finale consiste nel preparare una breve campagna di comunicazione (video, presentazione, grafico, ecc) che si possa utilizzare per spiegare a tutti il potenziale di diffusione del virus e come mai siano necessarie le misure d’isolamento.

I progetti più chiari e creativi verranno premiati con una attività offerta dal FEM per tutta la classe.

Carica qui il tuo lavoro | forms.gle/rrTgb8Nsc18xSX8V7

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